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Il leccapiedi di mia moglie padrona

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Mia moglie Giusy

Cinquantamila.it La storia raccontata da Giorgio Dell'Arti

 1915  00 calendario La storia raccontata da Giorgio Dell'Arti  
 19150GEN 12345678910111213141516171819202122232425262728293031FEB 1234567 910 1213141516171819202122232425262728MAR    4  7  10  13    18 202122    2728  31APR012 4   8     14 16  19  22 242526  29 MAG  23 5 78 10 121314 16171819202122232425262728  31GIU   3456  9  12  1516 18   2223 2526 2829 LUG    4 67 910   1415  18        2728 30 AGO    45678 10        19 212223        SET    456        15  18      252627282930OTT    45 7 9  12131415  1819 21 23     29  NOV0  34567  1011      18   2223 25 27   DIC  2345678         18192021  2425   293031   NO KEYWORDS
    1915

    Estate 1915: Giacomo Matteotti si ammala di tubercolosi

    • Un violento attacco tisico costringe Giacomo Mattetotti a letto per settimane. Si teme che possa morire. Il suo collaboratore Aldo Parini, che lo va a trovare, lo vede debolissimo, incapace di reggersi seduto sul letto. [Romanato 2011]

    La malattia

    • Alberto si ammala di coxite tubercolare, un’infiammazione dell’articolazione dell’anca di natura infettiva, generata da una tubercolosi ossea. Sintomi: febbre elevata, gonfiore, limitazione dei movimenti della coscia. Può portare alla distruzione dell’articolazione. La causa, forse una polmonite. [Casini 2010] Per i problemi di salute, Alberto studia la maggior parte del tempo a casa. «Era stravagante e scontroso e un’amica mia andò a chiedergli: ma tu da grande che farai? E lui subito: lo scrittore di romanzi!» (Adriana Pincherle, sorella di Alberto Moravia). Venerdì 1 gennaio 1915

    La puntualità di Benedetto XV, che regalava orologi

    • Papa Benedetto XV ama molto la puntualità. Regala orologi ai suoi collaboratori. In un appunto autografo di quest’anno si legge: «Un buon orologio può giovare a renderci esatti e pronti a ogni convegno, senza perdere tempo con inutili anticipazioni, o senza apparire scortesi con ingiustificati ritardi».

    • Roma. Ritorna da Vienna l’ambasciatore austriaco barone Macchio. – Ai ricevimenti di capod’anno alla reggia in Quirinale hanno partecipato anche i consiglieri cattolici. • Biella. Misurato stamane mezzo metro di neve. • Genova. Qui e sulla circostante regione copiosa nevicata. • Brescia. Vera battaglia fra mandriani e cacciatori in Valtrompia, con vari feriti, fra i quali uno moribondo. • Feltre. Nevicata durata molte ore. Il termometro in Cadore sceso a 21 centigradi sotto zero. • Berna. Il cessante presidente, Hofmann, conserva la direzione degli affari esteri della confederazione. • Vallona. All’alba la corazzata Sardegna salpa per Durazzo. • Washington. Il Senato ha riconfermato il divieto di sbarco negli Stati Uniti per gli analfabeti. • Londra. Presso una stazione suburbana scontransi un treno diretto ed uno merci: 10 morti e 28 feriti gravi. • Tirano. Cade nevicata fino all’altezza di 32 centimetri!

    I tedeschi affondano una corazzata britannica

    • Canale della Manica – Il sommergibile tedesco U-24 affonda la corazzata britannica Formidable . I tedeschi soccorrono 201 sopravvissuti, ma muoiono 547 marinai inglesi.   (Roberto Raja) Sabato 2 gennaio 1915

    • Vicenza. Una valanga sull’altipiano di Tonezzo travolge sette alpini ed il tenente De Lutti del battaglione Vicenza 60ª compagnia. • Napoli. I tramvieri fanno ancora una mezza giornata di sciopero, la società avendo trattenuta la paga delle due giornate nelle quali hanno scioperato. – Pel maltempo segnalansi due frane sulla linea Roma-Napoli. • Vallona. Il capitano Castoldi assume presso la prefettura le funzioni di capo della gendarmeria. • Durazzo. In un primo combattimento sulle alture di Rastbul (a circa 5 chilometri a nord-est di Durazzo) gli uomini di Essad ripiegano. È proclamato lo stato d’assedio. • Cairo. Sono messi sotto sequestro tutti i beni dell’ex-Kedivè Abbas II. • Washington. Il Senato con 50 voti contro 8 approva il progetto di legge sull’immigrazione comprendente il divieto agli analfabeti di entrare negli Stati Uniti. • Buenos Ayres. Sono disarmati gruppi di rivoluzionarii militaristi paraguayani entrati nel territorio argentino. Il movimento militarista nel Paraguay è soffocato [ill.it 10/1/1915].

    • Fiume . Un fattorino di caffè spara rivoltella contro il generale Marich, senza colpirlo, poi si suicida [ill.it 17/1/1915].

    Londra pensa a un’operazione a Gallipoli

    • Londra – Al Consiglio di guerra britannico si comincia a parlare di una possibile operazione militare di mare e di terra a Gallipoli (Turchia), sulla lingua di terra che chiude dal lato del Mediterraneo lo stretto dei Dardanelli, via d’accesso (minata dai turchi e protetta da un forte schieramento di artiglieria) al Mar di Marmara e più a nord, attraverso il Bosforo, al Mar Nero (Roberto Raja) Domenica 3 gennaio 1915

    • Firenze. i ministri e Martini inaugurano la sede dell’Accademia della Crusca. • Porto Maurizio. Per le pioggie frana un tratto di corso Garibaldi. • Pisa. Allarmante piena dell’Arno: case coloniche e mulini asportati da un torrente straripato. • Trento. Nevica da due giorni: la neve misura mezzo metro di altezza [ill.it 10/1/1915]. • Bucarest. Il parlamento prorogasi al 29 gennaio [ill.it 17/1/1915].

    New Kursaal Hôtel e Casino di Rapallo

    Mai come quest’anno è stata celebrata la Riviera Italiana di Levante che da Genova si stende ad anfiteatro sul mare sino a Spezia…E ormai ben conosciuto Rapallo che da anni compete con le più note stazioni climatiche pel clima mite e benefico, per la sua pittoresca situazione, per la comodità e per le attrazioni che offre a chi lo visita, a chi vi soggiorna.Quest’anno, contrariamente a tutte le previsioni, la stagione invernale sulla Riviera di Levante si è iniziata sotto i più confortevoli auspici.Rapallo conta ville principesche e alberghi di primissimo ordine, di secondo e pensioni modeste; a tutti offre ospitalità soddisfacendo tutti ugualmente.Sopra una collina, a quaranta metri sul livello del mare, si eleva il New Kursaal Hotel coi suoi duecento letti e l’annesso Kursaal-Casino – in comunicazione coll’Hotel – si adagia sugli scogli – in pieno mezzodì – e tra le frequentatissime sue sale di concerto, di lettura, café-bar – è noto il suo Circolo Privato dei forestieri elegante e signorile. Terrazze sul mare, verande, bagni di mare, skating-rink e lawn-tennis compendiano le attrattive che sono offerte a chi visita il Kursaal-Casino.Rapallo gode della vicinanza di Santa Margherita Ligure, di Portofìno a mare, Zoagli e Sestri Levante, comuni limitrofi che formano il Golfo di Rapallo o Tigullio.Dove andavano principalmente a passar l’inverno i ricchi signori dell’Inghilterra, della Germania, della Russia, del Belgio, dell’Olanda, dell’America – le signore special- mente? In tre paesi: in Egitto, sulla riviera mediterranea francese, e in Italia. Ora, la riviera francese e l’Egitto, per molte ovvie ragioni, che non v’è bisogno di specificare, non sono, nel momento che il mondo attraversa, paesi che possano attirare gente.Dunque rimane l’Italia colla sua Riviera Ligure di Levante (Illustrazione Italiana)

    Un italiano del Ticino presidente della Confederazione Svizzera. Il nuovo ministro svizzero a Roma.

    Il dottor Giuseppe Motta – del quale l’Illustrazione parlò già nel numero del 31 dicembre 1911, quando egli fu eletto membro del Consiglio Federale– è salito col primo gennaio alla presidenza della Confederazione per l’anno 1915. Come è noto, a questa alta funzione si arriva, si può dire, per turno; il consigliere che quest’anno è vice-presidente, l’anno venturo sarà presidente, e così via. In fatto il dottor Motta, che dal 1911 era capo del dipartimento per le finanze, per il 1914 tenne anche la vice-presidenza della Confederazione, ed ora è stato eletto presidente. Egli è da vari anni il leader del partito conservatore, ma un leader di idee moderne, bene accetto in Svizzera agli uomini di tutti i partiti. Per i Ticinesi la sua elezione è di grande compiacenza, essendo la prima volta che un italiano di quel Cantone siede sull’alto seggio presidenziale. I Ticinesi si consoleranno così del non vedere più a Roma, come ministro svizzero un loro conterraneo, giacché in luogo del defunto avv. Pioda, è stato nominato, con pieno gradimento del governo italiano, il dottor Alfredo De Pianta, uno degli uomini più stimati del mondo politico e parlamentare svizzero. Egli è nato a Reichenau e ha 57 anni. É capo del partito del centro. Appartiene dal 1899 al Grande Consiglio dei Grigioni, da lui più volte presieduto e, dal 1896, al Consiglio nazionale. L’ambiente della capitale italiana non gli è ignoto poiché nel 1884 egli fu segretario di Legazione a Roma (Illustrazione Italiana)

    Sommario del numero 1 dell’Illustrazione Italiana titolato: Il 10° bersaglieri a vallona

    Il 1915 (dis. di L. Bompard). – S. M. la Regina Siena. – La baja di Valona (schizzo di F. D’Amato). – Il convegno di Malmoe: I tre Re al balcone del castello. – Ore tranquille sui campi di battaglia (2 inc.) – Approvvigionamenti inglesi sotto il fuoco. – Pace in tempo di guerra (2 inc.) – Episodi di battaglia nelle Fiandre. – Con le truppe russe in Polonia. – Con lo stato maggiore austriaco in Gallizia (6 inc.) – Le città litoranee inglesi bombardate dalla flotta tedesca (6 inc.) – Il gen. von Der Goltz esce dal palazzo del Parlamento a Costantinopoli. – Ricordo della breve occupazione austriaca di Belgrado. Illustrazioni de L’ultima spedizione del capitano Scott (3 inc.) – Ritratti: Il col. E. Mosca; Il ten. inglese Holbroock; Il gen. Erich von Falkenhayn; Dottor Motta. Nel testo: L’Almanacco: Che cosa è l’anno, di Michele Rajxa. – Il momento della quaglia, novella di Mario Puccini. – Corriere, di Spectator (L’Illustrazione Italiana) Lunedì 4 gennaio 1915

    • Roma. La sottoscrizione al prestito nazionale ha pieno successo. Il Re sottoscrive per un milione. – Benedetto XV riceve il patriziato romano per gli auguri di Capo d’anno. • Torino . Nel pomeriggio in Piazza Palazzo di Città l’orefice Bonaglia è aggredito e stordito nel negozio con colpi sulla nuca da uno sconosciuto che ruba oggetti preziosi e denaro e fugge. • Trivero (Biella). Un calzolaio Vigolone assassina la signora Lora Ferrero Primina non voluta arrendersi alle sue insistenze. • Clusone . Al passo della Cantoniera della Presolana la neve è misurata alta m. 1,50.  • Pisa . L’Arno straripa invadendo i sobborghi e varie case.  • Venezia . Piazza San Marco e le Procuratie sono inondate.  • Nizza . Dimostrazione popolare in onore della memoria di Bruno Garibaldi.  • Durazzo . Minacciando gl’insorti del Comitato Musulmano la città e i consolati, le navi Misurata e Sardegna lanciano alcune cannonate che ne fanno tacere la fucileria. • Londra. Riapresi la borsa in grande calma, dopo una sosta, senza precedenti, di cinque mesi [ill.it 17/1/1915]. Martedì 5 gennaio 1915

    • Roma. Annunziasi che il governo ha concesso dal 17 dicembre l’exequatur a mons. Caron come arcivescovo di Genova, ma egli ha date il 23 le dimissioni per ragioni di salute, ed il Papa lo ha nominato arcivescovo di Calcedonia, e consulente della Sacra Congregazione concistoriale e di quella dei riti. – L’Osservatore Romano pubblica tutti i telegrammi di adesione pervenuti al Papa dai sovrani alla proposta papale di scambiarsi i prigionieri inabili alla guerra. – Il conte Della Torre nel Circolo Universitario cattolico precisa il concetto dei cattolici di fronte alla guerra: “neutralità fino al giorno in cui gl’ interessi vitali del Paese non impongano di uscirne,,. • Alessandria. Nella notte sopra oggi il termometro, con cielo sereno, sceso a -11. • Milano. Al mattino, in via Dante, nel negozio Cardi grosso furto di sete e velluti per 25.000 franchi. • Edolo. Segnalate numerose valanghe. A Corteno sepolta una casa con un’intera famiglia di quattro persone. • Napoli. Per le pioggie al Vomero crolla muraglione, travolgendo sei persone: una bambina è uccisa. • Capua. Grossa piena del Volturno con notevoli danni. • Durazzo. Calma in città. Combattimenti fra i ribelli e le truppe di Essad a Kroja. La colonia italiana, da ieri sul Re Umberto, è scesa a terra nella giornata. • Malines. Segnalasi l’arresto del cardinale arcivescovo Mercier per una sua pastorale contro i tedeschi e per la fedeltà dei belgi al Re Alberto [ill.it 17/1/1915].

    Disfatta turca contro i russi a Sarikamish

    • Fronte del Caucaso – Dopo una settimana e mezzo di combattimenti si conclude con la vittoria dei russi la battaglia di Sarikamish. Entrambi gli eserciti, ma soprattutto quello sconfitto, hanno pagato prezzi altissimi, anche a causa di un’epidemia di tifo che si è diffusa fra le truppe. Le perdite turche superano i 50.000 uomini (una disfatta per il ministro della Guerra Ismail Enver che ha condotto la campagna), quelle russe toccano i 28.000 (16.000 uomini uccisi in combattimento, 12.000 morti per malattia o congelamento) (Roberto Raja)

    Ucciso un altro Garibaldi nelle Argonne

    • Fronte occidentale – Dieci giorni dopo la scomparsa del fratello Bruno, muore in combattimento a Four-de-Paris, nelle Argonne, Costante Garibaldi, figlio di Ricciotti e nipote di Giuseppe (Roberto Raja) Mercoledì 6 gennaio 1915

    • Roma. Solenni onori funebri alla salma di Bruno Garibaldi. • Agordo. Valanga in valle Talmaca seppellisce un raccoglitore di legna. • Napoli. Per le pioggie ai Granili del Petragno al Vomero crolla altro muro seppellendo due operai. • Cagliari. Piene e straripamenti in tutta l’isola. • Atene. Il governo greco manda la nave H i llis nelle acque di Durazzo, dove si ancora alle 16,30. • Durazzo. Successo di Essad-pascià a Rastbul contro i ribelli. • Londra. Gravi danni pel maltempo in tutta Inghilterra. • Nova York. Per invasione di fumo in seguito all’esplosione di un corto circuito nella ferrovia sotterranea a Broadway, venti morti e 300 asfissiati [ill.it 17/1/1915].

    Anche cattolici interventisti in Italia

    • Roma – Discorso a Roma di Giuseppe Dalla Torre, presidente dell’Unione popolare: si deve distinguere tra neutralità della Chiesa, assoluta di necessità, e neutralità dei cattolici italiani, condizionata «dall’inviolabilità di quei diritti, di quelle aspirazioni, di quegli interessi che costituiscono il patrimonio morale della nazione». «Così il Vaticano dava ai cattolici la possibilità di aderire all’intervento, ai contadini la fiducia di combattere per una causa giusta» [D] (Roberto Raja) Giovedì 7 gennaio 1915

    • Roma. Annunziasi ufficialmente che monsignor Lodovico Gavotti, vescovo di Casal Monferrato, è nominato arcivescovo di Genova. – Il principe don Prospero Colonna è nominato presidente dell’associazione dei Cavalieri dell’Ordine di Malta per il servizio sanitario in tempo di guerra. • Milano. Durante la rappresentazione di Aiglon al Lirico suicidasi l’attore Cavenago. • Viareggio. Arriva il presidente dei ministri, Salandra. • Durazzo. Breve fucileria al mattino fra Ratsbul e San Biagio, poi calma. Il ministro d’Italia con quello di Francia e la colonia italiana partono sul Re Umberto per Bari. • San Giovanni di Medua. Arriva la regia nave italiana Piemonte anche qui essendovi insurrezione. • Parigi. Il presidente Poincaré firma il decreto che dichiara proibita in tutta la Francia la vendita dell’assenzio. • Londra. Alla Camera dei Lordi il ministro della guerra lord Kitchener fa rassicuranti dichiarazioni sulla preparazione militare inglese [ill.it 17/1/1915].

    Interesse tedesco per i bolscevichi

    • Pietrogrado – I bolscevichi distribuiscono a soldati, operai e contadini volantini che invitano a non pagare gli affitti. La Germania comincia a guardare con interesse ai rivoluzionari in funzione antirussa (Roberto Raja) Venerdì 8 gennaio 1915

    • Roma. A mezzanotte il presidente dei ministri, Salandra, ritorna alla capitale, proveniente dalla Spezia, dove col ministro della marina ha visitata la grande corazzata Conte di Cavour. • Santo Stefano Cadore. La neve caduta per quattro giorni è salita a metri 1,42; il termometro è sceso da -29 a -32!... • Vallona. Per il genetliaco della regina Elena vengono liberati diecisette prigionieri. • Berlino. Smentito ufficialmente l’arresto del cardinale Mercier, che fu soltanto chiamato per persuaderlo a revocare l’ordine di divulgare nelle chiese belghe la sua pastorale. • Londra. Grave discussione alla Camera dei Lordi sugli obblighi dell’Inghilterra nell’attuale guerra [ill.it 17/1/1915]. Sabato 9 gennaio 1915

    • Berna. Il Consiglio federale delibera il monopolio di stato per l’importazione dei cereali [ill.it 17/1/1915]. • Faido. Il signor Achille Pinoli di qui è stato nominato segretario della legazione Svizzera a Roma. • Londra. È annunziata nota conciliante dell’Inghilterra agli Stati Uniti sulla libertà della navigazione dei neutri. • Indianopolis. Il presidente Wilson pronunzia discorso apologetico delle virtù pacifiste degli Stati Uniti in confronto della follia guerresca dell’Europa [ill.it 24/1/1915]. Domenica 10 gennaio 1915

    • Davos. Presso la capanna Persen una valanga travolge dodici skiatori della scuola skiatori del Cantone Grigioni: nove dopo tre ore sono salvati. Per altra valanga periscono altri tre uomini. • Marsiglia. Al monumento della milizia mobile grande dimostrazione in onore dei garibaldini caduti nelle Argonne [ill.it 24/1/1915].  

    Poesia nuziale

    Martedì mattina si sono uniti in matrimonio il signor Mario Ferraguti, figlio del pittore Arnaldo e della signora Olga Treves, e la gentile signorina Mimì Mosso, figlia del compianto senatore Angelo Mosso e di Maria Treves. Funzionò da ufficiale di Stato Civile il prof. Virgilio Brocchi, assessore all’istruzione superiore, che rivolse agli sposi parole di felicitazione e di augurio e offrì loro la penna d’oro. Testimoni della sposa, lo scultore Leonardo Bistolfi e il dott. Clerici; dello sposo, il pittore e senatore Michetti e il signor Pedroni. Assistevano i nonni Emilio e Susanna Treves, la prozia Virginia (Cordelia) vedova del compianto Giuseppe Treves, parenti ed amici. Agli sposi pervennero numerosi e ricchi doni. Gabriele d’Annunzio inviò da Parigi allo sposo un elmo prussiano raccolto dal poeta sul campo della Marna; e l’elmo era accompagnato da una bellissima lettera. Dopo la cerimonia religiosa ebbe luogo al Cova una colazione di circa 60 coperti. Fra i presenti vi erano i senatori Michetti e Della Torre, Leonardo Bistolfi, il maestro Polo, l’avv. Foà, il deputato Campi, parenti, amici e molte belle ed eleganti signore. In occasione delle nozze furono distribuite parecchie pubblicazioni d’occasione, tra cui un facsimile, in miniatura, del Museo di Famiglia, il primo periodico illustrato pubblicato da Emilio Treves a Milano contenente scritti e incisioni d’occasione; una monografia araldica di Alfredo Comandini, e una graziosissima poesia di che ci piace riprodurre qui sotto.     PAUSA. Mi sento leggeri stamane, mi sento freschi i pensieri, come se già per i campi fiorissero i peschi.   Chi borbotta –    campane? – di lotta, di guerra ? Oh sono cose lontane! Io penso alle rose che fioriranno, penso alle spose stamane.   Ci sono ancora, ci saranno quest’anno e un altr’anno, le rose le spose l’aurora.   Voglio l’oblio per un’ora. Lo so, c’è la guerra; tutta la terra ne freme, tutte le terre ne gemono insieme....   Ma è tanto bello stamane il cielo, è tanto fresco il pensiero! Non è vero, campane? Non è vero, Mimi?   Lo stelo del pesco è lì, snello. Fiorirà fra poco. (Illustrazione Italiana)

    Sir Enrico Howard

    Sir Enrico Howard il nuovo ambasciatore straordinario che l’Inghilterra ha mandato a Roma presso la Santa Sede, prima per fare un atto di simpatia verso le popolazioni cattoliche irlandesi e canadesi, che cooperano tanto validamente alla guerra, poi per controoperare all’influenza che la diplomazia austro-tedesca esercita sulla diplomazia vaticana. Il signor Howard, appartenente alla diplomazia inglese, fu già a Roma nel maggio scorso accompagnandovi il generale Gasquet, venutovi con speciale missione. Egli è di nuovo a Roma e il 30 dicembre presentò le proprie credenziali a Benedetto XV (Illustrazione Italiana)

    Una nuova storia di Venezia

    Nuova precisamente non è, ma diviene tale, tanto è ampliata e rinnovata dall’illustre autore, il prof. Eugenio Musatti. Ne è uscito in questi giorni, nella reputata Biblioteca Storica dei Treves, il volume primo, nel quale sta racchiuso tutto il patrimonio di memorie della vita veneziana dagli albori della grande repubblica, al suo apogeo. Fra pochi giorni a questo volume ne seguirà un altro che analizzerà il ramo discendente della luminosa parabola, tracciata sugli orizzonti della storia mondiale dagli uomini della Serenissima [1]. Il Musatti, narratore scrupoloso e critico severo informato ad uno spirito di equità, che non sempre s’incontra nei cultori di storia, non trascura alcuna fonte, alcun elemento di giudizio, ma non espone un fatto se non dopo averne bene vagliato l’autenticità, e giunge così a demolire un vieto edificio di leggende e di errori, che nulla hanno a che vedere coll’esattezza storica. A quest’opera insigne, un altro valente storico dedica un profondo esame nella Gazzetta di Venezia. Ne citiamo volentieri la conclusione: «Il Musatti col suo lavoro di scienziato e di artista sinceramente innamorato degli studi storici e delle glorie veneziane, ha rinnovato un’opera degna così del nobilissimo tema come della bella rinomanza di chi l’ha trattato. Giustizia vuole che nel cuore dei Veneziani si coltivino sensi di profonda riconoscenza per lo scrittore insigne e benemerito e si formuli l’augurio che il libro altamente patriottico, come quello che esalta i fasti di un grande popolo italiano, trovi folle di lettori e liete accoglienze anche al di là dell’argentea cerchia delle nostre lagune, ovunque si onorano le più pure le più sacre memorie di nostra gente, fervidamente, ma onestamente narrate».   [1] Il l° volume della Storia di Venezia di E. Musatti, uscito or ora, di 464 pagine in-16, costa L. 4. Il 2° ed ultimo volume uscirà entro il mese corrente. (Illustrazione Italiana)

    Sommario del numero 2 dell’Illustrazione Italiana titolato: La morte di Bruno Garibaldi

    I Garibaldini al fuoco in Francia. – I fratelli Garibaldi tra i volontari italiani in Francia. – Le trincee francesi nella foresta delle Argonne. – Attacco navale ed aereo degli inglesi al porto tedesco di Cuxhaven. – I combattimenti austro-russi nei Carpazj (2 inc. ). – Le operazioni russotedesche sui laghi Mesuriani nella Prussia Orientale (4 inc. ). – Re Pietro di Serbia in mezzo al suo Stato Maggiore. – L’uniforme invernale dell’esercito inglese nelle Fiandre. – Il sommergibile francese “Curie” affondato dagli austriaci presso Pola. – Ufficiali austriaci prigionieri dei russi. – Trofei ungheresi portati dai russi a Mosca. – L’artiglieria russa attraversa un fiume. – Ritratti: Nuovi Senatori: Albertini, Amero d’Aste Stella, Brasati, Chiappelli, De Novellis, Di Ravasenda, Fabri, Ferrerò di Cambiano, Frizzi. Giusti del Giardino, Guidi, Marconi, Muratori, Palummo, Pellerano, Pitrè, Raccuini, Resta, Pallavicino, Ronco, Ruffini, Spinto, Tanari, Venosta, Wollemborg; ambasciatore Howard. Nel testo: Diario di guerra della settimana di Natale, per Alfredo Panzini. – L’uomo d’altri tempi, novella di Marino Moretti. (L’Illustrazione Italiana) Lunedì 11 gennaio 1915

    • Roma. Chiusa la sottoscrizione del prestito nazionale: sopra 1000 milioni chiesti sottoscritti 1300 milioni. –  Annunziasi che la Turchia ha accettate tutte le domande fatte dall’Italia per l’incidente di Hodeida, compreso il saluto alla bandiera italiana, e ne ha trasmessi gli ordini al valì del Yemen. • Sarzana. Presentasi al giudice istruttore l’ex-sottotenente Belloni che fuggì col sommergibile 43. • Durazzo. Calma ieri ed oggi: da Siak e Ravaia venuti ad Essad due rappresentanti per trattare accordo. • Dunkerque. Il presidente Poincaré col ministro della marina visita la città e consegna la bandiera agli specialisti di marina. Visita quindi Cassel, Hazebruck ed Arras. • Cairo. È arrivato il nuovo alto commissario inglese in Egitto, sir Henry Mac-Mahon [ill.it 24/1/1915].   Martedì 12 gennaio 1915

    • Roma. Semplici, solenni funerali alla salma di Costante Garibaldi tumulata accanto a quella di Bruno. • Biella. A Crevacuore da navicella di pallone frenato, rovesciata da forte vento cade ragazzo, dall’altezza di 200 metri, sfracellandosi. • Livorno. Da ieri sera violenta tempesta su tutto il Mediterraneo e l’Adriatico. • Marzabotto. Nel jutificio, per lo scoppio di un cilindro, un morto e parecchi feriti. • Sapri. Nelle prime ore del mattino qui e in altri paesi del salernitano forte scossa di terremoto. • Parigi. Sono riaperti la Camera ed il Senato che rieleggono presidenti Deschanel e Dubost [ill.it 24/1/1915]. Mercoledì 13 gennaio 1915

    Terremoto al Centro Italia

    Terremoto in Abruzzo, Lazio, Campania: ad Avezzano, distrutta dal sisma, muore il 96% della popolazione; a Roma 50 edifici lesionati; in totale 372 centri colpiti e più di 32.000 vittime; carente l’organizzazione dei soccorsi.

    • Roma. Una nota ufficiale smentisce la voce diffusa in molte città che debbansi chiudere a metà febbraio le scuole. –  Alle 7.56 ant. violenta scossa di terremoto con epicentro ad Avezzano: rovine enormi nell’Abruzzo, nel Lazio, nella Campania; Avezzano, Sora, altri paesi distrutti; non meno di 30.000 morti. • Torino. Generali commenti per il dichiarato fallimento (il 4) della ditta G Stevano (generi alimentari) e della ditta Franco, banca e gioielleria, con un deficit di circa cinque milioni. • Forlì. Alle 20,30 forte scossa di terremoto, avvertita a Cesena, Rimini, Faenza. • Vallona. È pubblicato bando per la consegna delle armi. • Vienna. Annunziate le dimissioni da ministro degli esteri del conte Berchtold sostituito dal barone Sefano Burian [ill.it 24/1/1915].

    Londra punta a Costantinopoli

    • Londra – Il Consiglio di guerra britannico dà mandato all’Ammiragliato di preparare per febbraio una spedizione navale per bombardare e prendere la penisola di Gallipoli, con Costantinopoli come obiettivo. • «Tutti erano convinti che, dopo aver assunto il controllo del Mar di Marmara, la flotta britannica si sarebbe potuta congiungere con quella russa nel Mar Nero e, risalendo il Danubio, avrebbe potuto portare un attacco congiunto nel cuore stesso dell’Impero austro-ungarico. Al Consiglio di guerra britannico l’attacco nei Dardanelli apparve la strategia più ovvia e promettente per aggirare lo stallo sul fronte occidentale, aprire un nuovo fronte sul Danubio e dare una mano alla Russia» [A] (Roberto Raja) Giovedì 14 gennaio 1915

    • Roma. Nel pomeriggio il Papa recasi nel Lazzaretto di Santa Marta a visitarvi i feriti del terremoto ricoverativi. –  È nominato commissario civile per i paesi devastati dal terremoto il commendatore Secondo Dezza, ispettore centrale al ministero per gl’interni. –– Arriva il signor Genadieff ex-ministro degli esteri di Bulgaria. –  Alle 2.55 ant. altra notevole scossa di terremoto. • Milano. Il pane sale a cent. 54 al chilogrammo. • Avezzano. Il Re arrivato da Roma visita per cinque ore le rovine cagionate dal terremoto. • Firenze. Il Tribunale assolve dall’accusa di diffamazione l’avv. Guglielmo Pannunzio per avere raggiunta la prova dei fatti nelle accuse (di atti disonesti compiuti nell’Argentina) contro l’on. Domenico Tomba deputato di Borgo a Mozzano. • Parigi. Alla Camera il presidente Deschanel insediandosi pronunzia patriottico discorso con grandi lodi ai garibaldini, provocando una dimostrazione italofila. • Tripoli. Arriva in forma ufficiale il deputato Mosca, sottosegretario di stato per le Colonie [ill.it 24/1/1915]. Venerdì 15 gennaio 1915

    Eugenio Pacelli dall’imperatore Francesco Giuseppe

    • Papa Benedetto XV invia il giovane monsignore in missione diplomatica presso Francesco Giuseppe nel tentativo di tenere l’Italia fuori dalla Grande Guerra, ma l’imperatore d’Austria spiega a Pacelli che non può cedere il Trentino. Il 24 maggio 1915 l’Italia dichiara guerra all’Austria. Nella primavera dello stesso anno, il papa istituisce un’Opera dei prigionieri e la affida a monsignor Pacelli.

    A Pescina 3.500 morti e i soccorsi sono lenti

    • A Pescina, dove si calcolano non meno di 3.500 morti, fino a eri sera (cioè al 14 gennaio 1915 sera) non era giunta una sola persona per arrecare soccorsi, non un milite, né un borghese... San Benedetto, frazione di Pescina, è pure distrutto e fra e sue rovine giacciono tremila individui, cioè quasi la totalità della popolazione. I pochi superstiti invocano soccorsi, che tardano a giungere » (telegramma di un corrispondente della Stampa spedito alle 15 del 15 gennaio). • «...Ahimé! Son tornato a Pescina, ho rivisto con le lagrime agli occhi le macerie; sono ripassato tra le misere capanne, coperte alcune da pochi cenci come i primi giorni, dove vive con una indistinzione orribile di sesso, età e condizione la gente povera. Ho rivisto anche la nostra casa dove vidi, con gli occhi esausti di piangere, estrarre la nostra madre, cerea, disfatta. Ora il suo cadavere è seppellito eppure anche là mi pare uscisse una voce. Forse l’ombra di nostra madre ora abita quelle macerie inconscia della nostra sorte pare che ci chiami a stringerci nel suo seno. Ho rivisto il luogo dove tu fortunatamente fosti scavato. Ho rivisto tutto...» ( così scrive Ignazio Silone al fratello, alcuni mesi dopo il sisma, di ritorno dal seminario di Chieti, dove studiava, al paese natale distrutto. Nel terremoto perse la madre). [http://giovenaleninosassi.blogspot.it] • Alle 10 del mattino un treno viene caricato di feriti ma parte solo alle 14. Dicono per dare la precedenza al treno reale. «Il Re, se fosse stato a giorno di questo sconcio, avrebbe dato ordine in senso assolutamente opposto. Il dolore umano ha e deve avere la precedenza anche sulla regalità. Il Sovrano si è recato generosamente sul luogo del disastro Per portare la sua augusta parola di con torto ai superstiti, e non per essere di intoppo all’opera di aiuto ai feriti. È la burocrazia che non comprende queste cose, e quel treno di feriti è giunto a Roma, alle ore 21» (un testimone). • Alle 21 giunge a Roma il treno partito alle 14 da Avezzano. Molti dei feriti sono spirati.

    • Urbino. Gravi disordini contro edifici pubblici e privati commessi da turbe di disoccupati. • Casablanca. Tre tedeschi accusati di spionaggio sono condannati due a morte ed uno ai lavori forzati a vita. • Washington . La Camera con 227 voti contro 96 approva la legge vietante l’immigrazione degli analfabeti già approvata dal Senato [ill.it 24/1/1915]. Sabato 16 gennaio 1915

    Il Re parte per Sora

    • Alle 7.15 il Re è partito alla volta di Sora, prendendo posto nel treno di Napoli e portando con sé tutto l’occorrente per soccorsi urgenti.

    • Roma. Reale decreto eroga pei danneggiati dal terremoto un primo milione di lire. –  Nel pomeriggio il Papa visita per la seconda volta nel Lazzaretto di Santa Marta i feriti ricoverativi. • Sora. Il Re arrivatovi da Roma visita le rovine e consola le famiglie dei superstiti. • Luino. A Valdomino certo Marcoletti, rimpatriato, uccide a rivoltellate per questioni fra famiglie certo Fattori. • Firenze. Riuniscesi la direzione del Partito Socialista. • Berlino. Annunziate ufficialmente le dimissioni del ministro del tesoro, Kühn, per ragioni di salute [ill.it 24/1/1915]. Domenica 17 gennaio 1915

    Distribuite seimila tende

    • Vengono distribuite 6.000 tende ai vari paesi, capaci di ospitare circa 20.000 persone e ne vengono infatti richieste altre 10.000 tende da 5 posti.

    • Roma. Il Re eroga del proprio 300 mila lire per gli orfani abbandonati dei paesi colpiti dal terremoto. • Erba. In sostituzione del defunto deputato Baragiola eletto il moderato conte Pier Gaetano Venino, con voti 7933 contro il radicale De Herra, che ne ebbe 1364. • Firenze. La direzione del Partito Socialista si dichiara per la tendenza neutralista. • Arezzo. Una conferenza dell’avv. Romualdi per la guerra è stata risolutamente impedita dalla folla, contraria alla guerra. • Siena. Ad Asciano il sottotenente dell’87° Renato Parenti, qui arrivato con la propria amante, suicidasi dopo aver tentato di uccidere la giovane. • Brest. Nella notte sopra oggi violento incendio nell’arsenale. • Stoccolma. Il Re apre il Riksdag con discorso affermante una neutralità fortemente vigile [ill.it 24/1/1915]. • Copenaghen. Radunasi la conferenza senza importanza dei socialisti dei paesi neutrali. L’Italia è rappresentata dal deputato Oddino Morgari. • Anversa. Pagati dalla città ai tedeschi gli ultimi 40 milioni di contribuzione [ill.it 31/1/1915].

    I premii dell’Istituto Lombardo

    Nella sua solenne seduta annuale, tenuta il 7 gennaio, nella quale il prof. Buzzati lesse un suo dotto discorso sul «Diritto e la guerra» l’Istituto Lombardo di Scienze e lettere udì le relazioni sui concorsi a premi per l’anno 1914. Il concorso al Premio ordinario dell’Istituto (L. 1200) sul tema «il pensiero e l’arte degli scrittori francesi d avanti e dopo la Rivoluzione, negli scrittori italiani degli ultimi decennii del secolo XVIII e dei primi del secolo XIX» fu disputato fra due concorrenti. Al prof. Ettore Rota di Como, fu conferito il premio all’unanimità. Il premio Cagnola «sulla telegrafia e telefonia senza fili» fu conferito all’unica memoria presentata, del prof. dott. Giuseppe Vanni, direttore del laboratorio del R. Istituto militare in Roma, che ebbe il premio di L. 2500 e la medaglia d’oro di L. 500. Al secondo concorso Cagnola per «una scoperta ben provata sulla cura della Pellagra» si presentò il solo prof. Aldo Perroncito dell’Università di Pavia con un opuscolo stampato sull’«Eziologia della Pellagra» ed ebbe assegno di incoraggiamento di L. l500. Il terzo concorso Cagnola per «una scoperta ben provata sulla natura dei miasmi e contagi» fu conferito, come assegno di incoraggiamento in L. l500, al prof. Guido Volpino dell’Università di Torino. Il concorso Brambilla per «macchine o processi industriali nuovi» ebbe 14 concorrenti; ad uno dei quali (Ceretti e Tanfani, Milano-Bovisa, costruzione di impianti per trasporti meccanici ed aerei di materiali e di persone) fu conferita la medaglia d’oro di primo grado di L. 1000; a quattro (per articoli di uso pratico e casalingo) fu conferita la medaglia d’oro di L. 300; ad uno (per lavorazione di pietre e diamanti per le industrie) fu dato assegno d’incoraggiamento di L. 200. Al concorso per il premio Tulio Massarani sul «risorgimento della storiografia in Milano nella seconda metà del secolo XVIII» fu presentato un solo lavoro, ma non vi fu conferimento di premio. Nel concorso De Angeli per invenzioni, studii e disposizioni per la sicurezza e l’igiene degli operai nelle industrie, fu conferito assegno di incoraggiamento di L. 1000 all’ing. Alberico Bulfoni di Milano per un suo studio sulla industria tipo-litografica nei rapporti della sicurezza e dell’igiene. (Illustrazione Italiana)

    Il decano degli artisti drammatici

    È morto a Gualdo Tadino un umile e bravo attore, uno di quei vagabondi cittadini di Guittalemme, uno dei superstiti attori comici di istinto e di passione che, spesso famelici, ma sempre lieti, calcavano le tavole dei palcoscenici oscuri: aveva 90 anni e si chiamava Giovanni Aliprandi. Maravigliosa tempra di uomo, era vissuto fino agli ultimi suoi giorni con la gagliardia di un uomo giovane. L’Aliprandi fu ai suoi tempi – ricorda l’Arte Drammatica – un buon attore e sopratutto un bellissimo uomo; sposatosi giovane con Alfonsina Dominici, donna bellissima e buona attrice, formarono una coppia che rimase famosa per Tuffetto da cui erano legati. Fu capocomico per molti anni, sostenendo le parti di primo attore e sua moglie quelle di prima attrice, e l’esemplarità del padre di famiglia si rinnovò nell’uomo d’affari. Dalla felice unione nacque Emilia Aliprandi, eletta attrice, che cominciò le sue prime armi nella compagnia dei genitori, ben presto facendosi notare per il non comune talento; la giovane Emilia andò sposa a Vittorio Pieri ed allora i coniugi Aliprandi decisero di smettere la compagnia e dopo essere stati per qualche anno scritturati, lasciarono l’arte per ritirarsi a Gualdo Tadino, paesello dell’Umbria, dove, col frutto del loro lavoro di tanti anni, aveva l’ottimo attore acquistate delle terre. Ed il suo Gualdo Tadino l’egregio uomo più non lasciò: mortagli la moglie adorata, si diede tutto all’amministrazione del suo fondo c vi ha accudito fino all’ultimo con la svegliatezza e precisione di un uomo ancora giovane. Amato e rispettato, egli era fiero di dirsi il decano degli artisti drammatici (Illustrazione Italiana)

    Sommario del numero 3 dell’Illustrazione Italiana titolato: I garibaldini in Francia

    Recentissimo ritratto di Peppino Garibaldi con i fratelli Ricciotti e Sanie. – I funerali di Bruno Garibaldi a Roma: la salma ricoperta dalle bandiere italiana e francese è trasportata sul carro dai garibaldini: i garibaldini di Giuseppe Garibaldi seguono la salma (2 inc.). – Guerra d’agguati tra tedeschi ed inglesi nelle Fiandre. – Aspetti di Parigi durante la guerra. – Visione di guerra nelle Fiandre. – Servizio religioso per le truppe bavaresi in un cimitero delle Fiandre; Un castello francese trasformato in ospedale dai tedeschi (2 inc.). – I cosacchi siberiani che hanno battuto i turchi in Transcaucasia. – La difesa dell’Egitto: Un accampamento di truppe anglo-australiano presso le Pira. – La guerra al confine austro-serbo: Riflettori serbi sulle montagne bosniache. – Un progetto d’invasione aerea dell’lnghilterra nel 1803. Ritratti: S.M. L’Imperatore Guglielmo II; mons. Caron; mons. Gavotti; mons. Gusmini; card. Mercier. – Avv. Luigi Maino; maestro Carlo Goldmark; I garibaldini: Cristini, Mainerò e Zonaro. Nel testo: Diario sentimentale della guerra, per Alfredo Panzini. – Che cosa sono gli articoli generali del calendario, di Michele Rajna. – L’esercito dormente, di D. Soprano. – I due gentiluomini, novella di Silvio Zambaldi. – Corriere, di Spectator. – Amori e odii in una Corte tedesca, di Giovanni Miceli. – Noterelle. Necrologio (L’Illustrazione Italiana)

    Noterelle teatrali

    La figlia è il titolo di un nuovo dramma in tre atti del giovine scrittore bolognese Lorenzo Ruggi, rappresentato con successo al Manzoni di Milano dalla compagnia Talli. Si tratta di un dramma famigliare, di un’altra variazione sul tema adulterio in un ambiente borghese o più precisamente nella famiglia d’un professore di liceo. Un po’ di Tristi amori, un po’ di Disonesti, un po’ di Odette , con molta abilità, con molta forza drammatica e molta scioltezza, nel dialogo e nella sceneggiatura. Lorenzo Ruggi possiede bellissime qualità di autore drammatico, alle quali il pubblico milanese e la critica hanno reso il dovuto omaggio. Gli manca ancora originalità dello spunto e delle situazioni. La Figlia è un’ottima esercitazione sopra un vecchio motivo, ma tutto dà a sperare che il giovine autore saprà in una prossima occasione applicare la sua indiscutibile perizia teatrale a motivi più peregrini e a personaggi meno conosciuti, e il suo successo sarà allora completo. La commedia fu interpretata con molta efficacia da Maria Melato, da Annibale Betrone e da Alberto Giovannini, ed ebbe la fortuna di parecchie repliche.   Notte di Leggenda è l’opera nuova in un atto del maestro Alberto Franchetti su libretto di Forzano che va in scena alla Scala mentre questo numero va in macchina. Nel prossimo ne riferiremo l’esito. È questa la prima novità dell’attuale stagione della Scala, che s’è iniziata con l’Oro del Reno, al quale seguì il Rigoletto. Le due opere sono eseguite con ogni cura e hanno ottimi interpreti. Nella prima emergono il tenore De Giovanni e il baritono De Luca; nel Rigoletto la signora Graziella Pareto, il tenore Lazzaro e il baritono Galeffi. Ma la guerra ha allontanato il pubblico dal massimo teatro milanese e la Scala non è animata come nelle passate stagioni. Comunque, il Duca Visconti prosegue coraggiosamente nell’impresa ed è da augurare che anche il pubblico si svegli dall’apatia. Altra novità, dopo Notte di Leggenda, sarà la Fedra di Gabriele d’Annunzio musicata da Ildebrando Pizzetti, e sembra che questo avvenimento richiamerà il poeta in patria dopo una lunghissima assenza. (L’Illustrazione Italiana)

    La sorgente

    La Sorgente. Da un articolo della Stampa del 7 gennaio:«Maso Bisi non ha voluto fare unicamente arte e poesia; ha dato piuttosto un saggio di certa sua moralità letteraria, senza pedanteria e senza astrattezze, con sapore di vita vissuta, serena. Si potrebbe desiderare uno studio più profondo dei caratteri, una invenzione più libera e ricca, ma non dimentichiamo che nei loro diarii le signorine non tentano nemmeno queste altezze. L’adolescenza è un momento unico nella vita, che vale per la sua semplicità modesta e lieve passione, pei sogni, le amicizie, le riflessioni. Sono dunque candide pagine, che vogliono candide lettrici, e le avranno, raccolte ora nel nitido volume, come già le ebbero sparse nella materna rivista. Se non c’inganniamo, Maso Bisi è figlio della signora Sofia Bisi Albini: la sua moralità letteraria è un esempio e quasi una tradizione di famiglia. Siccome questo è un principio, diciamo senz’altro che ci par buono. La Sorgente è un libro gentile» (L’Illustrazione Italiana) Lunedì 18 gennaio 1915

    Naufraga il Varese

    Naufragio del piroscafo Varese dopo aver urtato una mina nelle acque di Pola: un solo superstite.

    Il Re visita le zone terremotate

    • Alle 12 il Re giunge ad Avezzano per visitare Scurcola Marsicana, Magliano dei Marsi, Massa d’Albe, Cappelle, San Pelino, Paterno, Celano, Aielli e Cerchio; rientrato ad Avezzano parte alla volta di Roma alle 15.20 con il Ministro Ciuffelli.

    • Busalla. Un treno merci sulla linea dei Giovi si spezza: ne susseguono urti e sviamento con nove ferrovieri feriti. • Modena. Nevica ininterrottamente in tutta la regione. • Avezzano. Il Re, arrivato da Roma, visita di nuovo lungamente i luoghi devastati. • Lugano. Alle 21,40 terremoto sentito qui e in gran parte della Svizzera. • Pola. Il vapore genovese Varese entrando con tempo cattivo e nebbia nella zona delle mine, urta in una di queste e salta in aria: un uomo è salvato. • Budapest. È pubblicata ordinanza che rende obbligatorio il passaporto da e per l’Ungheria. • Nisc. Il dottor Michele Gavrilovic, filosofo e storico, è nominato ministro di Serbia presso la Santa Sede. • Capetown. I ribelli dell’Africa del sud che non parteciparono deliberatamente alla rivolta sono perdonati e liberati [ill.it 31/1/1915]. Martedì 19 gennaio 1915

    • Roma. Nel pomeriggio l’inviato bulgaro, Genadieff, è ricevuto dal ministro degli interni, Sonnino. • Genova. Annunziasi che per stupide offese arrecate domenica da una dimostrazione popolare allo stemma del consolato germanico sono stati sospesi il Questore, il vice-questore ed un commissario. • Cosenza. Avvertite ieri ed oggi varie scosse di terremoto estesesi fino al Lazio. • Liegi. Il vice-console onorario d’Italia ing. Filippo Greppi arrestato l’11, è condannato a due mesi di fortezza per avere, contro gli ordini governativi, trasmesse lettere a militari belgi; ma è subito graziato, e lascia il suolo belga sospeso dall’ufficio. • Parigi. La Camera fa un’altra dimostrazione all’Italia esprimendo condoglianze per il terremoto [ill.it 31/1/1915].

    Due Zeppelin nei cieli della Gran Bretagna

    • Nella notte prima incursione aerea tedesca nei cieli della Gran Bretagna. Due Zeppelin sganciano le loro bombe sulla costa del Norfolk uccidendo quattro civili (Roberto Raja) Mercoledì 20 gennaio 1915

    Il Re ad Avezzano sotto la neve

    • Alle 10 giunge nuovamente ad Avezzano il Re per una visita ai paesi di Luco dei Marsi, Trasacco, Ortucchio, San Benedetto dei Marsi e Pescina. Le operazioni di soccorso sono condotte in condizioni metereologiche disastrose: sulla Marsica terremotata nevica e le temperature scendono anche a 10° sotto zero.

    • Napoli. Il Tribunale dichiara il fallimento della Banca Cooperativa Popolare di qui, con un deficit di circa quattro milioni ed il cui direttore, Molteni, si suicidò. • Vienna. L’Arciduca ereditario d’Austria pare per andare a visitare al quartiere generale l’imperatore Guglielmo [ill.it 31/1/1915]. • Tripoli. Notizie da Socna annunziano la ribellione di una compagnia di ascari libici, che con cannoni e mitragliatrici, hanno attaccato la colonna Gianninazzi, ad Uadan, andata per sottometterli: però sono stati battuti, senza perdite italiane [ill.it 7/2/1915]. Giovedì 21 gennaio 1915

    Il Re firma il decreto per zone terremotate

    • In serata il Re firma un decreto legge, composto da 10 articoli, col quale si autorizza la spesa di lire 30.000.000 per i provvedimenti e le opere urgenti, anche d’interesse provinciale e comunale • Il numero ufficiale delle vittime nella Marsica: 30.000 Avezzano 9.238; Aielli 205; Albe 200; Aschi 400; Capistrello 96; Cappelle 160; Carrito 7; Castellafiume 19; Castelnuovo 9; Celano 658; Cese 700; Cerchio 212; Collarmele 847; Collelongo 5; Gioia dei Marsi 3.500; Lecce dei Marsi 537; Luco dei Marsi 300; Magliano dei Marsi 700; Massa d’Albe 115. • «Il ricordo del terremoto erompe dalle sue pagine con lo stesso significato che per Dostoevskij ebbe l’esperienza di scampare all’ultimo minuto dall’esecuzione capitale» (Richard W. B. Lewis a proposito dell’opera letteraria di Silone).

    • Roma. Smentita ufficiosa alla voce che il governo italiano abbia noleggiato un centinaio di piroscafi a Cardiff. – Alle 13,30 nuova ben sensibile scossa in tutta la regione già colpita. • Potenza. Nella notte cadono neve e fulmini. • Berna. Qui, a Zurigo, altrove stamane da 14 a 16 gradi sotto zero; alla Chaux- de-Fonds 26. • Berlino. L’Arciduca ereditario d’Austria arriva al mattino, visita l’Imperatrice, varii principi, poi parte per il quartiere generale. – Il ministro della guerra capo dello Stato Maggiore Generale dell’esercito, von Falkenhayn, è stato esonerato, in seguito a sua domanda, dalle funzioni di ministro della guerra ed è stato nominato generale di fanteria. Il maggior generale Wild von Hohenborn è nominato ministro della guerra e promosso tenente generale [ill.it 31/1/1915].

 Venerdì 22 gennaio 1915

    • Roma.  Il presidente dei ministri, Salandra, riceve il sig. Genadieff. – Benedetto XV tiene concistoro, provvede a trentaquattro chiese e pronunzia allocuzione per la pace. – Chiassate di studenti nell’Università contro il prof. Berger perché suddito austriaco. – Arrestato un fornitore qui, certo Masto, e due sottufficiali a Napoli per furto di oggetti per circa 6.000 lire al Commissariato militare della Libia. • Modena.  Nevica copiosamente in tutta la valle del Po: nel modenese la neve è alta un metro e 28 cm. • Termini Imerese.  Verso le 22,35 avvertita scossa di terremoto della durata di tre secondi. • Napoli.  Arrestato l’avv. Giuseppe Molteni che dopo il suicidio di suo padre era stato assunto alla direzione della Banca Popolare Cooperativa, dichiarata fallita. • Tripoli.  Inaugurata la linea ferroviara, che da Aziziah conduce alle falde del Garian [ill.it 31/1/1915]. Sabato 23 gennaio 1915

    • Roma.  Annunziasi che con recenti decreti reali è stato disposto il seguente movimento nei prefetti: Dallari, prefetto a disposizione del Ministero, è collocato a riposo; Gajeri, prefetto di Mantova, è collocato a riposo; Sansone, prefetto di Cosenza, è destinato a Caserta. • Avezzano.  Da Roma il Re recasi anche oggi a visitare le località colpite dal disastro. • Aquila.  Mentre il ministro delle poste e telegrafi, Riccio, visita la città, è avvertita notevole scossa di terremoto. • Berlino.  Arriva il nuovo ministro degli esteri austro-ungarico, Burian, che prosegue in giornata per il quartiere generale dell’Imperatore [ill.it 31/1/1915]. • Washington. Il Senato Nord-Americano discute il disegno di legge per l’acquisto di navi mercantili germaniche sequestrate in seguito alla guerra [ill.it 7/2/1915]. Domenica 24 gennaio 1915

    • Roma. Il direttore generale delle ferrovie, ing. Riccardo Bianchi, è collocato a riposo sopra sua domanda; è affidata la reggenza all’ing. Raffaele De Cornè, presidente di sezione del Consiglio Superiore dei lavori pubblici. • Firenze. Nelle elezioni generali comunali vincono per più di mille voti i liberali costituzionali concordatisi contro i socialisti. • Avezzano. I superstiti ascoltano per la prima volta, dal 13, la messa all’aperto, poi si riuniscono in comizio per discutere sui provvedimenti. • Cagliari. Nella notte l’incrociatore francese Latouche Treville, facendo la visita di guerra al piroscafo postale italiano Josto, in rotta da Cagliari a Napoli, causa il mare grosso lo investe con la prua a poppa, molto danneggiandolo, onde il Josto è costretto a riparare a Cagliari. • Tripoli. Un gruppo di ribelli attacca il presidio italiano di Taurgia, ma sono respinti; fra i nostri qualche morto e pochi feriti [ill.it 7/2/1915].

    Sommario del numero 4 dell’Illustrazione Italiana titolato: Il terremoto del 13 gennaio

    Il Re tra le rovine di Avezzano. – Le rovine di Celano, Avezzano, Cerchio, Sora (15 inc.). – Avezzano prima del terremoto (3 inc.). – Paesi della Marsica e degli Abruzzi distrutti e danneggiati dal terremoto (6 inc.). – La notte di Avezzano dopo il terremoto. – La statua di San Paolo crollata dall’alto della basilica di San Giovanni in Laterano. – Gli scampati di Avezzano. – I feriti a Roma (8 inc.). – Un salvataggio difficile tra le rovine di Sora. – Scene della guerra in Francia: Il rancio nelle trincee; L’imperatrice di Germania visita un treno ospedale (2 inc.). – L’Accademia della Crusca: La sala delle adunanze collegiali; Museo dei cimelii (2 inc.). – Ritratti: Sen. Isidoro Del Lungo; sen. Guido Mazzoni. – Il garibaldino prof. Chiostergi. Nel testo: Plenilunio classico, novella di Raffaele Calzini. – La nuova sede dell’Accademia della Crusca, di Giosuè Sorsi. – Corriere, di Spec tator. – Ella non rispose, di A. Pappalardo. – Necrologio. Noterelle. (L’Illustrazione Italiana)

    La presa di Leopoli

     Ancora un libro sulla guerra; un libro tutto vibrante di cronaca immediata e riecheggiante, nella sua prosa sobria e colorita, i fragori della battaglia. È La presa di Leopoli, sotto il qual titolo Arnaldo Fraccaroli ha raccolto le sue corrispondenze dalla Galizia (Nei “Quaderni della Guerra Milano”, Treves, L. 3,50), notevolmente accresciute di capitoli inediti e di particolari nuovi. E il libro è ricco di pagine interessanti : da quelle che descrivono il viaggio dell’autore attraverso l’Ungheria pittoresca e che riproducono in modo cosi vivo la sensazione, quasi, della guerra attraverso il paese in armi, alle pagine in cui è riflessa la prima spensierata fiducia degli austriaci, magnificamente preparati ad invadere la Russia, ed è poi reso con efficacia lo spettacolo della enorme fiumana di russi, che si è precipitata nella Galizia e l’ha invasa. I fatti si seguono nell’ordine più atto a renderne chiaramente intelligibile la concatenazione, e il procedere degli effetti dalle cause. Cosi sono ben posti in luce i primi successi parziali di Dankl e di Auflenberg nella Galizia settentrionale e nella Polonia, onde appaia con evidenza lo stratagemma tentato dai russi per dividere l’esercito austriaco e batterlo separatamente; e infatti, l’esercito austriaco, battuto e ricacciato su Cracovia, muove ora di qui alla difesa. Il libro che dà ampia notizia della presa di Leopoli, dell’avanzata su Przemysl e dell’invasione della Galizia, termina dunque proprio dove la situazione attuale comincia: è in altri termini il racconto di ciò che occorre a ben intendere quanto in seguito accadrà.  Il Fraccaroli, l’unico italiano ed anzi l’unico straniero al quale sia stato permesso di muoversi abbastanza liberamente in Galizia (e sulla condizione dei giornalisti nella guerra di Galizia egli scrive qui pagine interessanti), ha arricchito il suo volume di molte fotografie, parecchie delle quali furono prese sulla linea del fuoco (L’Illustrazione Italiana)

    Battaglia navale, mille vittime tedesche

    • Mare del Nord – Vittoria britannica in uno scontro con una squadra di incrociatori tedeschi al largo di Dogger Bank, nel Mare del Nord. Quindici le vittime da parte inglese, quasi mille da parte tedesca (Roberto Raja) Lunedì 25 gennaio 1915

    • Roma . Violentissimo temporale sulla capitale e territorio, e violentissimo fortunale sul Mediterraneo e sul Tirreno. – Il Re inaugura la mostra per il pensionato artistico. • Milano. I gasisti, per questioni di regolamento, si mettono in isciopero, non gradito però alla maggioranza. • Sicli (Sicilia). Gravi disordini per il rincaro dei viveri. • Vittoria (Sicilia). Gravi disordini per la disoccupazione e per il rincaro del pane. • Parigi. Per distrazione di viveri delle sussistenze, in complicità con una sua amante tedesca, arrestato l’ufficiale di dogana Desclaux, già capo di gabinetto dell’ex-ministro Caillaux. • Berlino. Il Consiglio Federale delibera di regolare come monopolio il commercio delle farine, dei cereali, e di assicurare le riserve delle carni [ill.it 7/2/1915]. Martedì 26 gennaio 1915

    • Bergamo. Nella notte un cameriere disoccupato sulla piazza assassina la propria amante, poi si suicida. • Santhià. Nella stazione un giovane facchino slanciatosi per salvare da investimento una ragazzina che era in mezzo ai binari, rimane a sua volta investito e schiacciato: lascia la moglie e due figli. • Novi. I socialisti neutralisti con rumori ed interruzioni impediscono una conferenza del deputato Innocenzo Cappa in favore della guerra. • Siena. Clamorosa dimostrazione di donne contro il rincaro del pane. • Bari. Tumulto di donne per il rincaro del grano, delle farine, del pane. • Cagliari. A Domus Novas certo Attilio Cerchi, reduce dalla Libia, per litigi privati pugnala a morte la fidanzata ed un’amica di lei. • Marsiglia. Un soldato discutendo in un bar, adopera parole offensive per la neutralità dell’Italia provocando da parte della padrona e degli avventori tutti, severe parole di biasimo. Allora sguainata la baionetta egli si slancia contro la padrona ferendola, indi si rivolge contro gli avventori accorsi, ferendone alcuni. Uno dei feriti è moribondo. Fatto segno invano a colpi di rivoltella, il soldato finalmente viene ridotto all’impotenza e arrestato. • Lisbona. In seguito ad ammutinamento di ufficiali dell’esercito e della marina al quale aderì il comandante della guardia repubblicana, il ministro della guerra, Perreira, e tutto il gabinetto dimettonsi. Il Presidente chiama a reggere il governo il generale Pimenta De Castro, che assume provvisoriamente la gerenza di tutti i portafogli. • Vienna. L’Imperatore riceve in speciale udienza l’arciduca ereditario, arrivato la sera innanzi da Berlino e dal quartiere generale dell’imperatore Guglielmo. – Sono chiamati alla leva in massa i nati nel 1895 e 1896. – Oggi ritorna il ministro degli esteri, Burian, che il 24 e 25 fu al quartiere generale germanico presso l’imperatore Guglielmo. • Berlino. A Johannisthal l’aviatore Müller, che da pochi giorni aveva fatto l’esame di pilota, si scontra col suo apparecchio con un altro montato dal luogotenente Bömer e dal furiere Konrad. L’urto, avvenuto all’altezza di 50 metri, è così forte che entrambi gli apparecchi si spezzano e cadono. I tre aviatori sono morti sul colpo [ill.it 7/2/1915]. Mercoledì 27 gennaio 1915

    • Roma. Il Re visita Poggio Nativo ed altre località della Sabina percosse dal terremoto del 13. – Nella notte sopra oggi, alle 2,15 segnalata dagli osservatori scossa di terremoto molto lontana. • Siena. Nuovi e più gravi disordini pel rincaro dei viveri. Sono feriti un tenente ed un milite dei carabinieri. • Napoli. Ernesto Nathan sull’ America parte per San Francisco come delegato italiano all’Esposizione del Panama. • Atene. Arriva il principe Giorgio di Serbia, diretto, pare, a Roma. • Massaua. Giunge notizia da Hodeida che il valì del Yemen, in seguito ad ordine del Governo ottomano, ha revocato il “mutessarif„ il comandante e l’ufficiale della gendarmeria, Hussein, nonché il commissario di polizia di Hodeida. Il valì ha nominato un nuovo “mutessarif,, informando che questo giungerà fra qualche giorno ad Hodeida con istruzioni di dare completo corso agli ordini del Governo ottomano [ill.it 7/2/1915]. Giovedì 28 gennaio 1915




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    xx/xx/xx:  Mayor Bob will be on hand for the ribbon cutting ceremony marking the opening of our newest location!

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