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Hollywood Party boschi neri

Hollywood Party

Hrundi V. Bakshi ad un party che si chiama vita
Ottobre 12
needforcolor:
“ Gian Maria Volonté - Sbatti il mostro in prima pagina (Marco Bellocchio, 1972)
”

needforcolor:

Gian Maria Volonté - Sbatti il mostro in prima pagina (Marco Bellocchio, 1972)

(via forgottenbones)

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nevver:

Gráfica de les Rambles (Barcelona), Louise Fili

(Fonte: louisefili.com, via forgottenbones)

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Originariamente postato da usedpimpa

(Fonte: masuoka, via sabrinaonmymind)

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(Fonte: nicolacava, via forgottenbones)

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Lamarck is back?

spaam:

L’evoluzione. Quel processo che ci ha portato dalle pin-up alle milf, dalle scimmie a Fabio Fazio, dal Game Boy alla PS4.

Tutto il concetto di evoluzione darwiniana si basa sull’eredità del carattere e la selezione naturale. Il gene muta, casualmente e poi l’ambiente lo seleziona. La giraffa si sveglia un giorno col collo lungo, può mangare più foglie e sopravvive. Quindi, se la selezione è positiva, il gene persiste nelle generazioni successive. Se la selezione è negativa, vi estinguete per sempre. O quasi. Ricordo, a scanso di equivoci, che sotto le 5.000 unità (non sono sicuro del dato ma grosso modo) si è considerati estinti. I Panda Giganti? Estinti. Le tartarughe giganti? Estinte. I comunisti italiani? Morti e sepolti.

Il “o quasi” ci dice però che ogni tanto qualche specie, data appunto per estinta, si rinfoltisce e torna a vecchi splendori ma insomma, è piuttosto raro, quindi evitate di votare i comunisti italiani.

Ogni anno si calcolano almeno 30.000 specie che puff, ciao per sempre. La selezione, ricordiamo anche questo, non guarda in faccia a nessuno e non è mirata a. Sopravvivono le specie più adatte non le migliori, non me lo fate ripetere ancora.

Ora, oltre ai geni e i loro tanti modi di regolarsi, ci sono pure i meccanismi epigenetici, da non confondere con l’eugenetica. I meccanismi epigenetici sono quei meccanismi che vanno a modificare provvisoriamente il DNA attivando e/o silenziando dei geni e che dipendono da fattori ambientali esterni.

Modificare il DNA provvisoriamente, cosa vuol dire? Fate conto che state suonando la chitarra (il DNA) e qualcuno arriva e mette un dito su una corda. Il dito sulla corda è una modifica epigenetica. È provvisoria, ma basta a cambiare il corso della canzone, anche se per un breve tragitto.

I fattori scatenanti le modifiche epigenetiche possono esere diversi e di varia natura: dal ciclo circadiano alle infezioni, dalla temperatura allo stress, dal cazzottone di Bud Spencer alle punizioni ad effetto di Roberto Carlos. Non vi cambiano solo la giornata, ma vanno ben oltre.

Il punto, ora ci arrivo, è che le modifiche epigenetiche possono essere/diventare ereditabili. Non è il gene che si modifica ma il vostro fenotipo sì. Le modifiche epigenetiche, per dire, vi potrebbero far venire l’insonnia a voi ma non al vostro fratello gemello ed è per questo che lo odiate. Papà e Mamma non ne soffrivano, lui no, voi sì, i vostri figli probabilmente sì, i figli dei vostri figli non più. Esatto, voi sarete gli unici stronzi con l’insonnia a leggere questo post mentre tutte le altre generazioni, prima e dopo di voi, dormono.

Caino e Abele devono essere stati i primi due casi eziologici di fratelli cloni, quindi presuppongo con lo stesso corredo genetico, ma con comportamenti diversi dovuti appunto a diversi meccanismi epigenetici.

Ora, la scienza ha fatto un altro passo avanti ed ha scoperto che i meccanismi epigenetici possono creare anche mutazioni permanenti nella linea germinale e diventare a tutti gli effetti ereditabili forever and ever. In alcune linee germinali maschili, il cambiamento epigeneticamente indotto, si perpetua fino alla generazione 30 e questo perché piccoli RNA modificati dall’esterno finiscono nello sperma, integrandosi in un certo senso con il genoma e passano di generazione in generazione.

In pratica, una specie di acquisizione del carattere di lamarckiana memoria. La giraffa che allunga il collo per mangiare e a forza di allungarlo ci rimane. Ma potrebbe essere anche, restando nella sfera darwiniana, un adattamento al cambiamento ambientale o, forse anche, una combinazione delle due cose.

Quindi, occhio a come vi comportate la fuori, le prossime generazioni dipendono anche da voi. Ed è per questo che non ce la faremo mai!

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uomodelgiappone:
“il marketing quello sano
”

uomodelgiappone:

il marketing quello sano

Originariamente postato da catastrofe

(Fonte: uuno-turhapuro-muuttaa-maalle, via girodivite)

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dutch-and-flemish-painters:

Brunswick Monogrammist - Brothel scenes - 16th century

The Brunswick Monogrammist was an anonymous Netherlandish painter, active in the mid-to-late 16th century. He (or she) painted religious scenes but also several scenes of secular merriment, including brothel and tavern scenes, and has been called “the most significant precursor of Pieter Bruegel the Elder”.

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corallorosso:

Ravenna, polemica sul reclutamento dei partecipanti a Quinta Colonna

Paura degli immigrati, equazione stranieri-terroristi, prima gli italiani. Ogni lunedì Quinta Colonna, la trasmissione condotta da Paolo Del Debbio su Rete4 dà voce alla “gggente”. Cittadini imbestialiti con il politico di turno perché spaventati, vessati dalle tasse, irritati dai migranti-negli-hotel-e-i-terremotati-in-roulotte. Uno spaccato del Paese che spaventa e a sua volta, puntata dopo puntata, alimenta altra paura.

«SPUNTI PER RIFLETTERE». Sul sito di Mediaset si spiega che «nel programma si approfondiranno i temi della nostra vita quotidiana che sappiamo essere ricchi di spunti per riflettere e comprendere meglio le scelte politiche ed economiche nel nostro Paese». In questa analisi, assicura la presentazione, «il conduttore è affiancato da politici e opinionisti, il dibattito è arricchito anche dal contributo della gente comune in studio e in collegamento dalle piazze. …le persone che invece Quinta Colonna aveva “reclutato” per la diretta chi erano?
Il giornalista, dopo aver ringraziato per la «collaborazione e la disponibilità», sottolinea la necessità di trovare persone che siano disposte a parlare in diretta «facendo trasparire la paura e il timore che tra i tanti sbarchi si possano annidare persone legate a cellule terroristiche o persone che, se non controllate a dovere dalle istituzioni, possono essere adescati dalla rete jihadista, che purtroppo è presente sul nostro territorio». Dunque non ravennati chiunque, ma ravennati con idee precise. E soprattutto ravennati spaventati.
IL POST DEL SINDACO DE PASCALE. La richiesta, poi scomparsa, è stata però girata al sindaco di Ravenna Michele De Pascale che l'ha postata a sua volta su Facebook: «GRAZIE PER LA COLLABORAZIONE E LA DISPONIBILITÀ», ha scritto il primo cittadino favorevole allo Ius soli, «…persone che possano intervenire facendo trasparire la paura e il timore… tu chiamalo se vuoi… giornalismo».

Originariamente postato da allreactions

(via signorina-anarchia)


boschi neri

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Due buchi neri supermassicci scoperti al centro del quasar più vicino alla Terra

  • Domenica, 30 Agosto 2015 05:55
  • Scritto da  Elisabetta Bonora
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Due buchi neri supermassicci scoperti al centro del quasar più vicino alla Terra Credit: Space Telescope Science Institute, Baltimore, Maryland

Utilizzando il Telescopio Spaziale Hubble, gli astronomi hanno scoperto due buchi neri supermassicci, uno più grande dell'altro, al centro del quasar più vicino alla Terra, noto come Markarian 231 (Mrk 231).

La scoperta, pubblicata sulla rivista The Astrophysical Journal, suggerisce che questi sistemi binari potrebbero essere molto comuni nei nuclei galattici attivi essendo il risultato di violente fusioni tra galassie. La coppia genera una grande quantità di energia che rende il nucleo della galassia ospite tanto luminoso da eclissare la luce di miliardi di stelle.

A PROBABLE MILLI-PARSEC SUPERMASSIVE BINARY BLACK HOLE IN THE NEAREST QUASAR MRK 231 [abstract]

Supermassive binary black holes (BBHs) are unavoidable products of galaxy mergers and are expected to exist in the cores of many quasars. Great effort has been made during the past several decades to search for BBHs among quasars; however, observational evidence for BBHs remains elusive and ambiguous, which is difficult to reconcile with theoretical expectations. In this paper, we show that the distinct optical-to-UV spectrum of Mrk 231 can be well interpreted as emission from accretion flows onto a BBH, with a semimajor axis of ~590 AU and an orbital period of ~1.2 years. The flat optical and UV continua are mainly emitted from a circumbinary disk and a mini-disk around the secondary black hole (BH), respectively; and the observed sharp drop off and flux deficit at λ ~ 4000–2500 Å is due to a gap (or hole) opened by the secondary BH migrating within the circumbinary disk. If confirmed by future observations, this BBH will provide a unique laboratory to study the interplay between BBHs and accretion flows onto them. Our result also demonstrates a new method to find sub-parsec scale BBHs by searching for deficits in the optical-to-UV continuum among the spectra of quasars.

Markarian 231

Markarian 231 - Credit: NASA, ESA, the Hubble Heritage Team (STScI/AURA)-ESA/Hubble Collaboration, and A. Evans (University of Virginia, Charlottesville/NRAO/Stony Brook University)

Xinyu Dai, dell’University of Oklahoma, e Youjun Lu, del National Astronomical Observatories of China, Chinese Academy of Sciences, non hanno osservato direttamente i due buchi neri ma, dopo aver studiato la radiazione ultravioletta emessa da Mrk 231, hanno applicato un modello sviluppato da Lu allo spettro della galassia che ha permesso di prevederli.

Se al centro del quasar fosse stato presente un solo buco nero, l'intero disco di accrescimento circostante, costituito da gas caldo e polveri, avrebbe emesso una forte radiazione in ultravioletto. Invece, il bagliore ultravioletto diminuisce bruscamente verso il centro del sistema, come se il disco fosse in realtà a forma di ciambella. La migliore spiegazione per i dati rilevati, basata su modelli dinamici, suggerisce che la parte centrale del disco sia "scavata" dall'azione di due buchi neri orbitanti vorticosamente uno intorno all'altro come due pattinatori danzanti. Il secondo della coppia, quello più piccolo in orbita attorno al buco nero centrale, sembra avere un proprio mini-disco.

Spettro del nucleo di Mrk 231

Grafico semplificato della radiazione emessa dal nucleo di Mrk 231, dove è visibile il calo in ultravioletto verso il centro del disco.
Credit: NASA, ESA, and P. Jeffries (STScI)

"Siamo estremamente entusiasti di questo risultato perché non solo dimostra l'esistenza di un buco nero binario in Mrk 231, ma apre la strada ad un nuovo modo di cercare sistematicamente buchi neri binari attraverso la natura della loro emissione di luce ultravioletta", ha spiegato Lu.
"La struttura del nostro universo, come ad esempio quella delle galassie giganti e degli ammassi di galassie, cresce attraverso la fusione di sistemi più piccoli in sistemi più grandi e i buchi neri binari sono una conseguenze naturale di questi processi", ha aggiunto Dai.

Anche i due buchi neri scoperti dal Lu e Dai, nel corso del tempo, si scontreranno e si fonderanno per formare un unico buco nero supermassiccio centrale.

Mrk 231, nota anche come UGC 8058, è stato scoperta nel 1969 e si trova a 600 milioni di anni luce di distanza dalla Terra.
Il buco nero centrale è stimato per avere una massa pari a 150 milioni di Soli, mentre il compagno è pari a 4 masse solari. I due compiono un'orbita uno attorno all'altro in 1,2 anni.
Si ritiene che il buco nero più piccolo sia ciò che resta di una precedente fusione tra un'altra galassia e Mrk 231, che ha trasformato quest'ultima in una "galassia starburst", cioè in una galassia in cui il tasso di formazione stellare è 100 volte maggiore di quello della nostra Via Lattea.

Altre info su questo post:

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
In cerca di una nuova occupazione, negli ultimi anni mi sono occupata di digital advertising, web e video analytics.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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Stephen Hawking

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Stephen Hawking

Stephen William Hawking (1942 – vivente), cosmologo, matematico e fisico teorico britannico.

Indice

  • 1 Citazioni di Stephen Hawking
  • 2 Dal big bang ai buchi neri
    • 2.1 Incipit
    • 2.2 Citazioni
  • 3 Incipit di Buchi neri e universi neonati
  • 4 Citazioni su Stephen Hawking
  • 5 Note
  • 6 Bibliografia
  • 7 Voci correlate
  • 8 Altri progetti

Citazioni di Stephen Hawking[modifica]

  • [Dopo la scoperta della particella] Avevo scommesso con Gordon Kane dell'Università del Michigan che il bosone di Higgs non sarebbe stato trovato. Sembra proprio che io abbia appena perso 100 dollari.
I had a bet with Gordon Kane of Michigan University that the Higgs particle wouldn't be found. It seems I have just lost $100.[1]
  • C'è una fondamentale differenza tra la religione, che è basata sull'autorità, e la scienza, che è basata su osservazione e ragionamento. E la scienza vincerà perché funziona.[2]
  • Come si spiega dunque la mancanza di visitatori extraterrestri? È possibile che là, tra le stelle, vi sia una specie progredita che sa che esistiamo, ma ci lascia cuocere nel nostro brodo primitivo. Però è difficile che abbia tanti riguardi verso una forma di vita inferiore: forse che noi ci preoccupiamo di quanti insetti o lombrichi schiacciamo sotto i piedi? Una spiegazione più plausibile è che vi siano scarsissime probabilità che la vita si sviluppi su altri pianeti o che, sviluppatasi, diventi intelligente. Poiché ci definiamo intelligenti, anche se forse con motivi poco fondati, noi tentiamo di considerare l'intelligenza una conseguenza inevitabile dell'evoluzione, invece è discutibile che sia così. I batteri se la cavano benissimo senza e ci sopravviveranno se la nostra cosiddetta intelligenza ci indurrà ad autodistruggerci in una guerra nucleare. [...] Lo scenario futuro non somiglierà a quello consolante definito da Star Trek, di un universo popolato da molte specie di umanoidi, con una scienza e una tecnologia avanzate ma fondamentalmente statiche. Credo che invece saremo soli e che incrementeremo molto, e molto in fretta, la complessità biologica ed elettronica. (da L'universo in un guscio di noce)
  • Considero il cervello come un computer che smetterà di funzionare quando i suoi componenti si guastano. Non c'è paradiso né aldilà per i computer rotti. È una fiaba per persone che hanno paura del buio.
I regard the brain as a computer which will stop working when its component fail. There is no heaven or afterlife for broken-down computers. That is a fairy story for people afraid of the dark.[3]
  • [Sulla meccanica quantistica] Einstein [...] sbagliò quando disse: «Dio non gioca a dadi». La considerazione dei buchi neri suggerisce infatti non solo che Dio gioca a dadi, ma che a volte ci confonda gettandoli dove non li si può vedere. (da La Natura dello Spazio e del Tempo, con Roger Penrose, traduzione di Libero Sosio, Sansoni) [Attribuita erroneamente anche a Richard Feynman]
  • Grazie al modello matematico posso dirvi Come è nato l'universo: non chiedetemi il Perché.[4]
  • [Ultime parole famose] L'acceleratore LHC sprigiona un'energia mai raggiunta prima e secondo le teorie dovrebbe essere sufficiente per trovare questa fantomatica particella la quale spiega la massa delle cose, e quindi rappresenta una misura fondamentale per decifrare la materia. [...] Ma credo che sarebbe più eccitante se non lo trovassimo, il bosone di Higgs. Dimostrerebbe che c'è qualcosa di sbagliato nelle nostre idee e che dobbiamo pensare di più per trovare altre spiegazioni. Per questo ho scommesso cento dollari che non lo troveremo.[5]
  • Per quanto difficile possa essere la vita, c'è sempre qualcosa che è possibile fare. Guardate le stelle invece dei vostri piedi.[6]

Dal big bang ai buchi neri[modifica]

Incipit[modifica]

Un famoso scienziato (secondo alcuni fu Bertrand Russell) tenne una volta una conferenza pubblica su un argomento di astronomia. Egli parlò di come la Terra orbiti attorno al Sole e di come il Sole, a sua volta, compia un'ampia rivoluzione attorno al centro di un immenso aggregato di stelle noto come la nostra galassia. Al termine della conferenza, una piccola vecchia signora in fondo alla sala si alzò in piedi e disse: «Quel che lei ci ha raccontato sono tutte frottole. Il mondo, in realtà, è un disco piatto che poggia sul dorso di una gigantesca tartaruga». Lo scienziato si lasciò sfuggire un sorriso di superiorità prima di rispondere: «E su che cosa poggia la tartaruga?». «Lei è molto intelligente, giovanotto, davvero molto», disse la vecchia signora. «Ma ogni tartaruga poggia su un'altra tartaruga!»

Citazioni[modifica]

  • A parte la sfortuna di contrarre la mia grave malattia dei motoneuroni, sono stato fortunato sotto quasi ogni altro aspetto.
  • Qualsiasi teoria fisica è sempre provvisoria, nel senso che è solo un'ipotesi: una teoria fisica non può cioè mai venire provata.
  • Viviamo in un mondo che ci disorienta con la sua complessità. Vogliamo comprendere ciò che vediamo attorno a noi e chiederci: Qual è la natura dell'universo? Qual è il nostro posto in esso? Da che cosa ha avuto origine l'universo e da dove veniamo noi? [...] quand'anche ci fosse una sola teoria unificata possibile, essa sarebbe solo un insieme di regole e di equazioni. Che cos'è che infonde vita nelle equazioni e che costruisce un universo che possa essere descritto da esse? L'approccio consueto della scienza, consistente nel costruire un modello matematico, non può rispondere alle domande del perché dovrebbe esserci un universo reale descrivibile da quel modello. Perché l'universo si dà la pena di esistere? [...] Se però perverremo a scoprire una teoria completa, essa dovrebbe essere col tempo comprensibile a tutti nei suoi principi generali, e non solo a pochi scienziati. Noi tutti – filosofi, scienziati e gente comune – dovremmo allora essere in grado di partecipare alla discussione del problema del perché noi e l'universo esistiamo. Se riusciremo a trovare la risposta a questa domanda, decreteremo il trionfo definitivo della ragione umana: giacché allora conosceremmo la mente di Dio.

Incipit di Buchi neri e universi neonati[modifica]

Sono nato l'8 gennaio 1942, esattamente trecento anni dopo la morte di Galileo. Stimo però che quello stesso giorno devono essere nati circa duecentomila altri bambini. Non so se qualcuno di loro abbia in seguito manifestato un qualche interesse per l'astronomia. Nacqui a Oxford, benché i miei genitori abitassero a Londra, perché Oxford era un posto più favorevole in cui nascere durante la seconda guerra mondiale: c'era infatti un accordo per cui i tedeschi non avrebbero bombardato Oxford e Cambridge e gli inglesi avrebbero analogamente risparmiato dalle bombe Heidelberg e Göttingen. È un peccato che un accordo così civile non sia stato esteso anche ad altre città.

Citazioni su Stephen Hawking[modifica]

  • Se il grande astrofisico ricordasse un po' della filosofia studiata nel primo anno di liceo non dimenticherebbe che una delle tesi più note del materialismo classico, che ha attraversato la cultura moderna (Karl Marx, per esempio, ne è un grande estimatore), è quella del greco Democrito. La sua teoria delle klinamen, spiegava l'origine del mondo dal contatto di particelle di materia, che si incontrano a causa di una determinata inclinazione, formando il Tutto, così a caso, senza un disegno divino. (Stefano Zecchi)
  • Stephen Hawking è un genio, in più parla come un robot. Un amico migliore non potrebbe esistere. (The Big Bang Theory)

Note[modifica]

  1. Citato in Nick Collisons, Higgs boson: Prof Stephen Hawking loses $100 bet, Telegraph.co.uk, 4 luglio 2012.
  2. Citato in Hawking: "Non fu Dio a creare l'universo", di Enrico Franceschini, repubblica.it, 3 settembre 2010.
  3. Citato in Time, 30 maggio 2011.
  4. Citato in Luca Goldoni, Vita da bestie, BUR, 2001.
  5. Da un'intervista alla BBC; citato in Giovanni Caprara, Oggi la prova del Big Bang, ma Hawking scommette: fallirà, Corriere.it, 10 settembre 2008.
  6. Citato in Tanti auguri, prof Hawking ma alla festa dei 70 non c'è, di Elena Dusi, repubblica.it, 8 gennaio 2011.

Bibliografia[modifica]

  • Stephen W. Hawking, Buchi neri e universi neonati. Riflessioni sull'origine e il futuro del cosmo, traduzione di Libero Sosio, Edizioni Rizzoli Libri, 1993.
  • Stephen W. Hawking, Dal Big Bang ai buchi neri. Breve storia del tempo (A Brief History of Time), traduzione di Libero Sosio, Edizioni Rizzoli Libri, 1990.
  • Stephen W. Hawking, L'universo in un guscio di noce (The Universe in a Nutshell), traduzione di Paolo Siena, BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, 2001.

Voci correlate[modifica]

  • La teoria del tutto, film del 2014

Altri progetti[modifica]

  • Wikipedia contiene una voce riguardante Stephen Hawking
  • Commons contiene immagini o altri file su Stephen Hawking
Estratto da "https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Stephen_Hawking&oldid=826344"









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